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domenica, 25 novembre 2007

Due ricordi del passato.....
 
Fra le tante cose fatte quello che più mi piace ricordare sono i giri in bicicletta. Oggi si dice cicloturismo, allora non ricordo,  la storia dei nostri giri parte proprio dagli amici di sempre, Gianni, Valerio, Franco, Maurizio e mio fratello Carlo. 1974 da Milano a Pavia sino a Venezia, lungo gli argini umb_75del Po, 900 km in una pianura padana un po' diversa da quella attuale. L'anno dopo, 1975,  si parte per il giro dell'Umbria un po' meno di km ma poca  pianura e tante salite. Quelle che vedete erano le bici ed il materiale di allora (altro che tre corone, nove cambi, sospensioni, borse, attrezzature sofisticate ecc.). Quello che si vede è quello che si era riusciti a Gianni_Mauriziomettere insieme. Grande Gianni sulla salita verso  Todi, sembra Girardengo... solo che dopo ha pagato lo sforzo!  In quegli anni in bicicletta con le tende,  in giro per l'Italia non ci andava praticamente  nessuno. Alcuni ci prendevano per matti, molti ci ospitavano, non tutti per la verità,   tanti si chiedevano ma chi ve lo fa fare. Certo che era una Italia un po' diversa dall'attuale.isla_reyk
Siamo arrivati al 1989, Islanda. con mia moglie Anna decidiamo che è il caso di riprendere una forma di "turismo" lento a misura d'uomo. Anche allora per la verità pochi italiani in giro in bicicletta, in Islanda non ne abbiamo incontrati. Gran bel posto, gran bella nazione, grande ed ospitale popolazione. isla_AnnaCi siamo tornati altre volte in bicicletta ed a piedi, l'ultima con nostra figlia Irene. La prima cosa che ti colpisce sono gli spazi enormi (300.000 abitanti, di cui 100.000 soloa Reykjavik, in un territorio grande un terzo dell'Italia). Le strade, allora, tolta l'area isla_guiddella capitale, poi di fatto non erano asfaltate. Il primo anno avevamo deciso di fare tutta la costa sud da ReyKjavik fino a Usavik, passando nella zona delle grandi cascate (Gulfoss) e dei grandi ghiacciai, qui verso il Vatnajokull (si vede che son passati 18 anni, i isla_skatcapelli allora erano ancora scuri... ). Qui sotto Anna all'arrivo a Skaftafell, proprio sotto la lingua principale del ghiacciao del Vatnajokull. Che emozione salire su quel ghiacciaio un diametro di più di 100 km, più isla_vatnagrande di tutti i ghiacciai alpini messi insieme. Tre anni dopo siamo tornati sempre in bicicletta facendo tutta la parte nord est Akurery, lago Myvatn ed una puntata alle zone desertiche centrali. Poi l'ultima visita nel 2002, con nostra figlia Irene, in bus (eccezionali per visitare il paese) ed a piedi nella cosidetta "mano" la penisola tra Bjarkalundur e Isafjordur nel nord ovest di Islanda. Tre viaggi in tredici anni ed anche nell'ultimo non abbiamo notato grandi cambiamenti rispetto al primo, speriamo che questa nazione e questo popolo si sappiano mantenere così nel tempo.

Postato da: Guido54 a 18:36 | link | commenti (2)
islanda, bicicletta, trekking