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Antico detto indiani Cree
Pasquetta in val di Rhemes
Salita all'Entrelor.
Per completare al meglio la Pasqua 2008, mi sento con Renato, uno dei primi soci di "Gita continua", qui si torna indietro di più di 35 anni, poi compagno di arrampicata negli anni '70. Un gran bel "ritorno". Lui ha una casa in val di Rhemes, per cui decido di raggiungerlo, questa volta da solo. Alle 7,30 puntuale partiamo da Chanavey alla volta di Rhemes Notre Dame, per la salita all'Entrelor. E' qualche anno, non molti per la verità, che non vengo in questa valle, per fortuna dopo l'obrobio del ponte per la pista di fondo, non hanno seguito altri disastri simili e la valle sembra essere ancora quella di una volta. Per me la prima volta qui, voleva dire 17 anni, cioè 37 anni fa (una vita...). Certo che lo spettacolo del fondo valle con la Granta Parey a farla da padrona è veramente unico!. Il paesino è tutto sommato ancora quello di una volta... quanti ricordi. Però adesso è ora di partire, sono le 8.00, temperatura -12°, qualcuno in paese dice anche meno, il freddo c'è ma sicuramente le condizioni della neve.....Ecco Renato alla croce, certo che è partito di gran carriera, non sembra alla sua prima vera uscita dell'anno.
Entriamo nel vallone, è sempre splendido, uno dei più belli delle alpi, poi oggi gran neve.
Davanti a noi solo due scialp che più tardi raggiungeremo. Fa un po' freddo ma va bene così mantiene la neve e che neve... Eccoci nel vallone sotto il ghiacciaio, prima del colletto. Mamma mia guardando la neve e a giudicare le traccie di discesa di ieri.....
Eccoci al colletto, ci fermiamo quà, per Renato va bene cosi. Tre ore per fare più di 1400 metri, per essere la sua prima uscita, niente male Renato!
Pronti via, un veloce the caldo e poi giù per una splendida discesa. Mai mi era capitato di trovare l'Entrelor in queste condizioni...!
22 marzo 2008 - M. Flassin
Con un po' di ritardo riporto le gite pasquali al M. Flassin, il sabato ed all'Entrelor il lunedì successivo. Belle gite per l'ambiente, classiche straconosciute ma sopratutto perchè il venerdì 21 ha nevicato in Val D'Aosta mettendo "giù" dai 20 ai 50 cm di buona neve a seconda delle zone e poi le temperature si sono abbassate, quindi cndizioni ideali per grandi sciate.
Sabato si parte da Pettinengo, siamo lì per le feste pasquali, arriviamo di buon ora in Val D'Aosta. Siamo tutti e tre, Irene, Anna (con le sue ciaspole) ed io. L'idea è quella di fare il Serena, poi arrivati ad Etroubles, vista la nevicata del giorno prima ed i pendii carichi in fondo valle (memore della grande slavina dello scorso anno staccatasi proprio dalla costa di Serena), decidiamo per il Flassin e nulla fu più azzeccato. Pronti via la "mamma" Anna sembra in gran forma, l'ambiente e la nevicata di ieri rendono l'atmosfera......
Anche Irene, che non vuol esser da meno, sembra in gran forma, certo che il "contorno" aiuta.
La salita prosegue tranquilla sino all'uscita del bosco.
Superiamo un paio di facili dossi ed arriviamo ai pendii in prossimità delle baite. Anna con le ciaspole si fermerà qui, Irene ha voglia di continuare
Bella giornata, c'è un po' di vento ma le condizioni sono splendide.Irene si mette di buzzo buono per superare i pendii più ripidi, è un po' stanca ... ma alla fine ce la fa.
Dai che ci aspetta una bella discesca ed è ora di andare a recuperare la "mamma". Bella giornata, bel clima, begli ambienti ... e poi queste giornate con la famiglia al gran completo, tutti assieme, ciascuno con i suoi ritmi, con la sua fatica e con le sue sensazioni, hanno un sapore del tutto particolare. Vai con il video giusto per ricordare.
Monte Valegino e passo Tartano.
Ieri sabato 15 marzo, veloce uscita scialpinistica nelle Orobie. Sono tornato in val Tartano, questa volta per fare il Valegino. Sono da solo perchè Gianpaolo è impegnato con suo figlio Lorenzo. Le previsioni parlano di cattivo tempo per domenica, per cui mi immagino frotte di macchine lungo la strada che ormai sarà sgombra sino ad Arale. In realtà non è così alla fine non più di una decina di auto. La scelta della val Tartano è dettata da diversi motivi, la valle è per me veramente bella, è tra le più vicine a casa e poi il Valegino chissa come mai non lo avevo mai fatto. Partenza quasi solita, quest'anno anche con neve, hanno battuto la strada sin quasi ad Arale, adesso poi di neve lungo la strada non ce n'è più. Cosi si risparmiano almeno un paio di km in falsopiano, però se devo essere sincero a me piaceva più prima quando si partiva dalla stalla, è vero che molti scialp storcono il naso quando devono camminare in piano, però anche quella passeggiata introduttiva aveva il suo fascino. Solita salita dal tratto di bosco lasciando a sinistra i primi pendii per la Vallocci, adesso ormai senza neve. Si arriva alla casera di Porcile,
si prosegue poi su un bosco rado, lasciando sulla sinistra la salita per il passo Tartano.
Per una serie di ampi pendii prima in direzione sud ovest e poi sud est ci si porta al colletto ad ovest della cima. Non ho salito la cima a piedi perchè volevo scendere e sopra la casera di Porcile riprendere la salita per il passo Tartano. Così buona discesa dal colletto e poco sotto quota 2000 ho rimesso le pelli per salire al passo Tartano.
Il panorama da passo Tartano, si nota a sinistra il Valegino con il colletto ed alla destra il versante sud della cima di Lemma ormai privo di neve. Discesa nella parte alta ancora carina "farina un po' pesante", nel tratto di bosco finale "crosta inguardabile", ma tantè... E poi la sorpresa finale...
Nell'ultimo tratto prima dell'arrivo, incontro Gianpaolo e Lorenzo che salgono con le ciaspole. Neanche a mettersi d'accordo si poteva combinare meglio....Alla prossima.
Engadina Piz Grevasalvas
2 marzo 2008, tornati sul luogo del delitto.
A distanza di quasi cinque anni siamo tornati sul luogo "del delitto". La foto sotto è del 6 dicembre 2003. Anna con gli sci ed Irene con le ciaspole. Quel giorno in discesa Anna si procura una grave lesione ai legamenti del ginocchio (crociato anteriore e collaterale dx).
La foto sotto è di ieri, Anna con le ciaspole ed Irene con gli sci, come si dice cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia.....L'importante è che siamo ancorà lì tutti quanti insieme, ognuno con i suoi mezzi, con i suoi ritmi ad assaporare il silenzio e lo spettacolo che giornate come queste ti sanno regalare.
Gran bella giornata e gran bella gita gita. Eravamo partiti per fare lo Scalotta a Bivio, poi abbiamo visto il tempo non bellissimo, ci siamo fermati a Plaun da Lej per fare il Piz Grevasalvas e per togliere "qualche fantasma". Ci ha accolti una nevicata notturna leggera ma forse in quota ne avrà messa la quantità giusta, chissà..
Foto di rito al passaggio dal caratteristico paesino di Heidi, la neve sembra buona, dai che si apre anche il cielo...
Anna si ferma al traverso, praticamente alla deviazione per il pizzo Emmat Dadaint. Irene ed io proseguiamo risalendo i canali ed i valloni che portano sino al colle.
Ci fermiamo sotto il colle, per oggi va bene così e sopratutto vogliamo scendere tra i primi per goderci la discesa.
Di seguito un breve video della giornata, certo che se Irene continua così fra un po' si mangia il papà ..... giusto così.
Gran bella giornata .............................e si Engadine mon amour.
Valle D'Aosta. Monte Zerbion.
Domenica 13 gennaio 2008
Viste le condizioni nivio-meteorologiche abbiamo optato per la salita al monte Zerbion, con partenza da Promiod. Tutti i bollettini meteo davano in netto miglioramento in valle, in realtà non è stato così, almeno sino alle 13.00 - 14.00 ma a quell'ora eravamo già scesi.
Abbiamo scelto lo Zerbion, perchè secondo me con le condizioni delle nevicate e del manto nevoso, è una delle gite in VDA discretamente sicure. L'itinerario, mai molto pendente (se ci si ferma come è stato per tutti all'anticima), l'orografia del terenno (l'itenerario non corre incassato in un vallone ma è aperto e sopratutto non ha mai pendii laterali da cui potrebbero staccarsi spontaneamente delle valanghe), il bosco di abeti (e non di larici), anche abbastanza fitto se pur sciabile, che contribuisce a trattenere una maggior quantità di neve, tutte queste ragioni ci hanno portato da quelle parti. E' stato così per molti, mentre scendevamo parecchi gruppi stavano salendo (solo un P.S. senza polemica ma mentre partivamo c'erano tre persone di Bs, che volevano salire al Monte Tantane... potenza del cielo ci sono MS ed MS... ti bastano 50 metri un "po' così", al Tantane sarebbero stati di più, che sei fritto.... fortunatamente sono stati dissuasi e sono saliti allo Zerbion. Mah!!)
Partenza da casa solito orario ma tanto ormai quello è un classico. Arrivo a Promiod alle 8.30, già dai primi metri si vedeva che la neve oggi sarebbe stata veramente tanta, fortunamente non bagnata e quindi non pesante. Il bosco in basso lungo la strada prima delle prima baita.
L'ambiente era comunque magico, peccato solo per il tempo che non si è aperto mai. Di seguito due foto della salità nel bosco prima di sbucare sulla spalla.
La neve è comunque molta, troppa.... anche per la successiva discesa.
Sbuchiamo alla spalla che poi conduce all'anticima. Il clima era quello che si vede nella foto, comunque per la discesa si è aperto un po'.
Discesa non entusiasmante, specialmente nel bosco, era veramente tanta e si affondava troppo. Comunque l'importante era muoversi e sopratutto stare in quel ambiente.
Domani, poi mercoledì e giovedì, pare che si replichi con la neve. Bene, sembra un inverno di altri tempi, anche se è un brodino nel suo complesso per le nostre montagne, comunque meglio che niente, un secondo inverno di fila come quello dello scorso anno... meglio non pensarci. Settimana prossima 4 giorni in Austria, si torna al maso, dai sig.ri Schaller a Kalkstein nella valle di Villegraten, per la montagna ci sentiamo da là.
Domenica 16 dicembre M.Flassin
Un ritorno nella zona del Gran S. Bernardo dopo qualche anno.
Era un po' di tempo che non tornavamo da queste parti d'inverno, l'ultima volta che avevamo fatto il Flassin mi ricordo che c'erano gli impianti di discesa. Abbiamo deciso per questa zona, considerando le nevicate della settimana scorsa, l'esposizione a nord, sperando in ottima neve e così è stato. Gran bella salita e gran bella discesa (ancora farina..... da non credere per la media degli ultimi inverni italiani). Un po' di gente sull'itinerario ma meglio così a me francamente non disturba mai, non sono chiassosi (e come potrebbero dopo due o tre ore la fatica comincia a farsi sentire, anche per chi a 20 o 30 anni), poi se li vedi dall'alto, gli scialpinisti in fila lungo la traccia di salita, sembrano tante formichine alla ricerca del cibo. Comunque meglio gente in giro, che a riempire gli stadi o davanti alla televisione. Niente descrizione della gita tanto è straconosciuta e poi ci sono i siti apposta.
Altre sensazioni della giornata.
Torna a sciare con noi Bruno (nella foto è quello senza casco), era forse 10 anni o giù di lì che non sciavamo insieme. Bene.
La rivinciata della natura sulla tecnologia. Si è vero alla partenza c'era un po' di freddo (ore 8.30 -9°) ma è che perchè oramai ce ne siamo dimenticati, diciamo che dovrebbe essere poco più del normale almeno per la montagna. In cima, al sole - 14° ma li forse dava meno fastidio. All'arrivo 13.30 ancora - 9° e li forse si sperava in qualcosa di più. Ma il bello è stato che ha molti si sono bloccate le macchine fotografiche digitali, anche a me e queste sono praticamente le uniche foto che sono riuscito a fare.
Terzo, ad un certo punto della discesa Gianpaolo ed io abbandoniamo l'itenarario classico e decidiamo di scendere lungo il torrente a sinistra del bosco, ormai coperto di neve. Grande..... un toboga strettissimo tra salti repentini, alberi abbattuti, radici coperte, un susseguirsi di montagne russe.... sembrava fatto apposta per la mia schiena! Puro divertimento, sembravamo due bambini un po' cresciuti (45 lui e 53 io) come la prima volta in mezzo al bosco ... in mezzo alla neve.
Alla prossima
P.S. Il freddo ha graziato "la macchina" al colle sotto la cima, permettendo di poter scattare questa panoramica dal Monte Bianco al Cervino.
E vai con la ..... quarta.
Però prima di iniziare... guardate il video, solo pochi secondi di ... gioia di vivere!
Engadina mon amour.
Con Gianpaolo decidiamo sabato 08 dicembre, di andare a fare il Piz Belvair. Fortunatamente è un po' meno levataccia del solito, in quanto siamo già in Valtellina (100 km risparmiati). La giornata in Svizzera è un po' grigia, deve anche avere nevicato di notte, le strade dopo il passo del Maloja sono ancora coperte di neve. La partenza dell'itinerario è dalla stazione del treno di Madulain. Madulain è un piccolo e bel paese dopo St.Moritz verso la bassa Engadina, prima di Zuoz. Alla partenza nessuno ..... neanche il capo stazione. E' la prima volta che facciamo questo itinerario vado a chiedere al solito contadino svizzero... "...dopo il passaggio a livello su per la strada sino al bosco, poi l'alpe... poi la cima..." Partiamo sotto una leggere nevicata, non c'è proprio nessuno, solo qualche capriolo che incontreremo più tardi nel bosco.
Più tardi ci raggiungono un gruppo di bergamaschi che ci danno il cambio nel battere la traccia (meno male, un po' per uno). Verso la cima il tempo sembra peggiorare, speriamo che regga. In tutto saremo al massimo una ventina di persone sull'intero percorso, scendiamo praticamente insieme ...... ma nessuno avrebbe immaginato ....... 1200 m di discesa in polvere vera! Senza parole.....
Arriviamo alla macchina, assieme al trenino, grandi gli svizzeri scialpinismo ... in treno. Possiamo dire quello che vogliamo ma all'ambiente ci tengono proprio, come al solito è una cartolina.
Gran bella giornata, gran bel posto, gran bella discesa. Ciao Gianpa.