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Antico detto indiani Cree
Si riparte da dove si era terminato.
Domenica 16 novembre 2008. Piz Lagrev.
(Dedicato a Renato).
La dedica, toccando ferro, non è affatto postuma!. Renato, socio di arrampicata e tante altre cose da più di trent'anni, era stato "recuperato" allo scialp, nell'ultima parte della scorsa stagione. Qui sotto l'ultima uscita insieme al Suretta. Era pronto per la partenza, quando non si è più ricordato che a 53 anni gli scatti non sono più quelli dei ventenni, così mentre tentava di imitare il figlio dietro la porta di un campo di calcio.... un bello stiramento. Un paio di settimane di stop, va bè per fine mese sarà anche lui della partita (sperem).
Domenica 16 novembre si riparte, la solita collaudata compagnia, Gianpaolo ed io, destinazione Piz Lgrev in Engadina, allo Jullier pass., per la descrizione dell'itinerario vedi quà. Era un po' di anni che non si faceva. Il rituale di inizio stagione: "Anche quest'anno siamo ancora qui". Chissa come mai dopo tanti anni l'effetto è sempre lo stesso. Hai voglia di "pestare" la neve, scivolare in silenzio, aspetti quel momento, dopo l'estate, speri che l'autunno sia invernalmente clemente (come quest'anno). Si va sempre in montagna negli altri periodi dell'anno, eppure la neve chissa come mai, anzi più si invecchia, più si aspetta quel momento. Pronti si parte, il parcheggio è pieno di macchine e nel tratto più pendente nel canale iniziale....quante formichine tutte in fila.....
Eppure non mi danno fastidio, anzi, in fin dei conti dovrei essere contento, dopo tanti anni trovo parecchia più gente che fa scialpinismo. Via dalle piste, in mezzo alla neve vera, un po' di fatica in più ma molto, molto più bello. Forse sarà anche perchè vedi certi spettacoli.....
Gianpaolo nel tratto finale, un po' tritato dai passaggi del giorno prima, le solite formichine..
Il sottoscritto che aspetta paziente il suo turno. C'era una ragazza (per me son tutte così visto che ormai han quasi la metà dei miei anni) un po' in difficoltà su un passaggio...
Gianpaolo all'uscita sulla cresta che porta all'anticima. Beh la giornata merita veramenta, tante volte in cima, eppure lo spettacolo è sempre emozionante.
Sotto lo spettacolo dalla cima (e ho dovuto tagliarla per questione di spazio). La zona sotto allo Julier, il Bernina, il lago di Sils/Silvaplana..... Non una nube, il caldo giusto e francamente nessuna voglia di tornare a casa... Poi la discesa bella super a cercare tratti e c'erano di neve "intonsa". E si non c'è che dire, proprio un buon inizio di stagione.
Forza Renato sbrigati a guarire.
Di nuovo... un viaggio in barca in pieno inverno.
Caraibi
(...anche questo è un po' lungo ma per chi ama andar per mare in un certo modo, forse ne vale la pena....)
Un viaggio a capodanno del 2005 nelle isole del sud dei Caraibi. I soliti quattro che ogni tanto si ritrovano per mare (Aldo, amico e grande skipper, Marina, Santuzza ed io), più altri amici che si aggiunti per il viaggio (Anna, Maggie, Ucci, Matteo e Tony). Abbiamo noleggiato un catamarano (Bahia 46) e siamo partiti da Martinica, puntanto verso le isole Grenadine, le cosidette piccole Antille. Siamo passati da St.Lucia, St. Vincent, Conouan, Mayero, Union, Petit St. Vincent con il ritorno a Tobago Cays (grande fine anno in baia), Mustique, Bequia e di nuovo per St. Lucia e Martinica.
Cosa dire, di tutto di più, dai posti, dalla gente, dalla vita vissuta con una dignità molto diversa dalla diversa dalla nostra. Due settimane lontano, non solo dalla nostra cultura di europei ma anche di mediterranei. Gente con uno stile ed una filosofia di vita completamente diversa dalla nostra. Forse avremmo bisogno di comprendere di più e cercare di capire anche per noi, così occidentalmente indaffarati, che forse vale la pena di prendersi tutto il tempo che vogliamo, perchè poi la vita è una sola ..... e finita quella........
Che dire della compagnia a parte i soliti "noti", abbiamo trovato altra cinque amici (grande e simpatica Anna, riserva della squadra di fioretto che aveva vinto le olimpiadi a Sidney nel 2000) abituati ad andar per mare e questa è la cosa più giusta che ti possa capitare quando stai in barca per undici giorni, navigando anche 40, 50 miglia al giorno.
La cosa più buffa è stata la cambusa a Martinica, abbiamo dovuto noleggiare il furgone del supermercato per portare tutta la roba in barca. C'era più vino, birra e superalcolici che acqua... tanto quella, come dice Aldo, serve a poco (grande massima, applicata a tutti i nostri giri in barca).
Che dire dei posti.... nulla, per quel che valgono, le diapositive parlano da sole. Alcune isole mi hanno ricordato le Lofoten in Norvegia, strano parallelo tra due mondi così distanti ma uniti da un oceano in comune.
Che dire della barca, la prima volta per me su di un catamarano (nel mditerraneo, tranne forse un po' i francesi, se ne vedono ancora pochi), rispetto ad un monoscafo sembra una piazza d'armi, sicuramente una migliore vivibilità. In mare ti dà qualche brivido in meno (per lui ...le boline sono quelle che sono ) però in compenso è molto più stabile e sopratutto molto più adatto all'onda lunga dell'oceano.
Che dire del resto... che la prossima volta si torna con tutta la famiglia, anche perchè c'è ancora tanto da vedere.