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Antico detto indiani Cree
20 Aprile 2008
Monte Suretta, da Splugen (Ch)
Partiamo Gianpaolo, Renato ed io, per fare il pizzo Muccia a San Bernardino ma le condizioni di quà del tunnel sono veramente pessime, peggio delle previsioni meteo svizzere (quest'anno hanno cominciato a perdere qualche colpo...). Optiamo per passare il tunnel, chissa dall'altra parte, in passato qualche volte c'era andata bene. Il Marchscholorn è tra le nubi, ad Hinterrein il Chilcalphorn non c'è neve nel tratto iniziale. Proviamo a scendere a Splugen. La strada del passo è chiusa, parcheggiamo dopo qualche centinaio di metri. Qui ci sono tre possibilità, il Tambò, il Suretta, il Mittaghorn. Lungo la strada per il passo deviamo, dopo il ponte, in direzione del Suretta, Mittaghorn.
Dopo il bosco decidiamo per il Suretta seguendo una variegata compagnia di svizzeri. Le condizioni del tempo non migliorano, tira un po' di vento, comunque va bene lo stesso.
Risaliamo gli ampi pendii sulla destra idrografica, entriamo nel vallone e transitiamo sotto gli Schwarzhorner per immetterci nello Schwarzhornergletcher.
Il tempo è quello che è ormai siamo quasi in piena nebbia/nubi, arriviamo ad un colletto poco sotto la sella e decidiamo di fermarci. Il vento è abbastanza fastidioso, provvidenziale il sasso per i dieci minuti di stop.
Scendiamo, all'inizio la neve è un po' "gessosa" ma sopratutto sono le condizioni di visibilità "balorde", tipiche di queste giornate, che rendono tutto uniforme. Poi lungo i pendii riusciamo a trovare un buon firn per goderci una buona discesa. Vista come era iniziata la giornata, tutto sommato non si poteva sperare di meglio. Comunque l'importante è esserci sempre.
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13 aprile 2008. Verolanuova
Irene 1° concorso ippico nella nuova categoria.
Irene riparte dalla nuova categoria. Prima gara dopo il brevetto nlla B100. Il concorso è a Verolanuova al coperto, a causa delle recenti piogge, il terreno all'aperto non è praticabile.
Prima della gara, la consueta preparazione del cavallo, pulizia, crineria, piedi .....
Poi la preparazione pregara, un po' di trotto, galoppo e qualche salto al ritmo di gara.
Poi inizia la gara, anche Irene è un po' tesa, da questa categoria si "comincia a fare sul serio" e oggi per lei è la prima volta.
Poi tutto finisce bene, percorso netto, il 15° sinora ed il primo nella nuova categoria.
Alla prossima.
Boicottiamo le Olimpiadi, forse no ma qualcosa facciamo contro la repressione cinese.
Niente di particolare, quei pochi che mi conoscono sanno che sono un uomo di sinistra, se questa parola oggi può ancora avere un senso ma francamente non se ne può più e non solo per il Tibet. Abbiamo dato le Olimpiadi e sottolineo abbiamo, ad un paese che aveva preso l'impegno "morale" di modificare ed attenuare i suoi atteggiamenti repressivi. Ieri o l'altro ieri, poco cambia, sento la dichiarazione di un cazzutissimo rappresentante del governo cinese che dice:
- ma in fin dei conti il nostro impegno era solo "morale".
Ma brutto figlio di ..... che cosa vuoi, che cosa credi. Ti sei portato a casa queste Olimpiadi perchè ? Per il solito giro economico, perchè si consumi il rito ipocrita delle medaglie, dello spirito di Olimpia, delle lacrime di qualcuno. Basta è ora di finirla, voi non solo reprimete la libertà inTibet ma tenete in galera per anni gente per il solo reato d'opinione, perchè hanno avuto il coraggio di dire come la pensavano. E mi vieni a dire era solo un impengo morale. Ma cosa ci vuole un contratto scritto, un bel contratto tra amministratori delegati di due società, per decidere e capire che la libertà è un diritto di tutti e che tu governo cinese non hai nessun diritto di decidere della libertà di ciascun uomo che vive sul tuo territorio o sui territori che tu pensi siano tuoi di diritto.
Per tutto questo facciamo qualcosa, non so se boicottare le Olimpiadi ma chi può e chi "conta" faccia qualcosa. Da parte mia, per quel che vale, se non cambia nulla, penso che dal 06 al 24 agosto 2008, il televisore per le Olimpiadi rimarrà spento.
05 Aprile 2008. Monte Suretta.
Ci ritroviamo di buon ora, ormai le solite ore mattutine, Gianpaolo, Renato, ritornato in pianta stabile ed io. Obiettivo Montespluga, Pizzo Tambò, passo dello Spluga. E' una zona un po' strana, apparentemente un po' severa, a me è sempre molto piaciuta. Ricorda un po' lo sci di scoperta degli anni '50. In fin dei conti se non ci fosse qualche chilometro prima Madesimo con i suoi impianti, la "zona" sarebbe rimasta quasi come la vedevano i viandanti che passavano, con cavalli e carrozze dal passo dello Spluga, per venire dalla Svizzera (Germania) in Italia. A Montespluga se chiudi gli occhi e se poi trovi le condizioni di sabato mattina è come se il tempo si fosse fermato....
Da una litografia del 1836, Cimaganda sotto il passo dello Spluga (francamente oggi non è molto cambiata).
Obiettivo della giornata era il pizzo Tambò, forse la montagna più caratteristica di questa zona di confine. 3279 metri di altezza, una bella scialp, con un po' di tutto, compresa una parte alpinistica (facile) per arrivare in vetta. Magari poi saremmo scesi dal versante Svizzero, aggiungendo anche una splendida discesa in neve farinosa. Tutto bello, peccato .... il maledetto tempo. A Montespluga, alla partenza, nevicava e tirava un fastidioso e freddo vento trasversale, alzandosi di pochi metri avremmo rischiato di non vedere più nulla, con un freddo... Scendiamo di un km, arriviamo al lago della diga, vediamo la partenza per il Suretta, dal versante italiano, un paio di scialpinisti davanti a noi che salgano, il vento sparito, dai che andiamo lì. Iniziamo i preparativi, sotto un leggero nevischio.
La salita è quella classica, anche se le traccie sono ormai sparite. Comunque la nevicata dei giorni scorsi qualcosa ha messo, salendo la neve non sembra il massimo, accontentiamoci. Ci sono una serie di avvallamenti che devono essere percorsi stando possibilmente al centro, comunque almeno sino quà il pericolo di slavine è basso. Gianpaolo ed il sottoscritto.
Gianpaolo e Renato nell'ultimo canalino prima del tratto pianeggiante.
Il sottoscritto nello stesso canale, ripreso dall'alto
Usciamo dal canalino e percorriamo un tratto pianeggiante prima di due balze un po ghiacciate, forse è meglio mettere i coltelli, tanto sono nello zaino, è inutile "faticare per niente". Renato e Gianpaolo sull'ultima balza.
Poi ci aspetta una lunga diagonale quasi in piano che porta agli inizi del ghiacciaio del Suretta. Arriviamo sotto il bivacco, ce lo lasciamo alla nostro destra e cominciamo a risalire il ghiacciaio. Qui le condizioni della neve cambiano, ci saranno almeno 80 cm di neve fresca, un po' pesante. Gianpa ed io ci alterniamo a fare traccia.
Arriviamo fin sotto il canale di destra e poi ci fermiamo. Troppa neve, troppo carico, troppo pericoloso. In compenso il panorama merita veramente, anche il tempo sembra venirci un po' incontro. Renato nell'ultimo tratto, certo che il ghiacciao in questa condizioni, è proprio un bel lenzuolo............
Il solito the caldo (quello misto al grand marnier.... non si capiscono le dosi, però mi dicono che è buono) e poi pronti via. Peccato che dopo si è no 50 metri un balordo di sasso nascosto. Ci impiego un po' a recuperare gli sci affondati nella neve fresca, va be nulla di male.
Giù di nuovo e la discesa si dimostra molto meglio di quanto pensassimo in salita. La neve quasi al punto giusto, praticamente nessuna traccia davanti a noi, solo quelle di salita. Gran bella e divertente discesa sino alle macchine. Alla fine una gran bella uscita, rimediata all'ultimo momento.
Ci vediamo alla prossima.