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Angelo D'Arrigo
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Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto…
Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato inquinato…
Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato pescato…
Solo allora scoprirai che i soldi non si possono mangiare.
Antico detto indiani Cree
Irene ricomincia la stagione agonistica.
Ieri Irene ha ripreso la stagione agonistica 2008, con un concorso ippico di salto ad ostacoli presso le scuderie Leon D'oro a Trucazzano (MI). Da quando ha iniziato è il suo 13° concorso e sin'ora sono andati tutti bene. E' stata una passione tutta sua, fortemente voluta da lei e conoscendola la porterà avanti a lungo.
Qui la vediamo con Chudar il cavallo che della sua istruttrice, che ha montato durante la gara.
La cosa molto bella è il suo feeling con i cavalli, sinora nelle gare disputate ha utilizzato quattro cavalli diversi trovandosi con tutti sempre molto bene.
Ieri con Chudar, nonostante fosse la prima volta che lo utilizzava in un concorso, si è trovata molto bene, speriamo che il binomio continui.
Alla prossima Irene, magari anche con il passaggio di categoria.
Sabato 26 gennaio Kirchalporn
Ieri c'era una mezza idea di fare la cima di Barna, poi al mattino con Gianpaolo e Vittorio decidiamo per il Kirchalporn una classica, settimana scorsa era stata fatta in ottime condizioni sia di neve, che di sicurezza. Solita mia partenza, alle sei appuntamento Milano. Si prende l'autostrada per Chiasso. Verso le otto siamo a San Bernardino, tragedia, poco prima del tunnel ci sono 6° gradi sopra zero (!!). Passiamo il tunnel ad Hinterrehein, dieci minuti dopo, - 11° gradi, potenze del cielo, 17 ° differenza nel giro di 10 chilometri, e proprio vero che il passo del San Bernardino è proprio uno spartiacque, ma così sembra un po' troppo....
Comunque si parte, qualcuno sta già salendo. A me questa salita è sempre piaciuta, 1420 metri costanti, senza mai perdere un metro. La neve oggi non è un granchè sembra crosta e si dimostrerà tale ma tantè, l'esposizione, il tratto iniziale fuori dal paese sud-est e poi est pieno non favorisce la conservazione del manto nevoso. Saliamo verso la Kirchalp, un piccolo alpeggio a 2080 lungo l'itinerario, poi risaliamo una serie di dossi e vallette sempre ben raccordati. sino al tratto finale sotto la vetta. Gianpaolo nell'ultimo tratto sotto la vetta
La cima, gli ultimi metri si raggiungono a piedi, tira un vento bestiale, questa salita l'avrò fatta almeno 6 sette volte, mai una volta che in cima non abbia tirato vento. Però il panorama merita sempre.
Poco prima della cima incontriamo Luciano (nella foto con lo con il paese di Hinterrhein 1400 metri sotto) e tutto il gruppo della S.EM. di Milano, sembra una specie di rimpatriata
Dieci minuti per scambiarci un po' di saluti poi tutti giù quel benedetto vento..... ma tanto qui in cima è sempre così.
La neve in discesa non è bellissima, ogni tanto dei tratti con residui di "farina" su fondo portante, ogni tanto un po' crosta e poi come si dice in gergo del bel "carton gesso", ma va bene. Il tempo di una foto a metà discesa con me e Vittorio.
Nel complesso una bella uscita, rivisto vecchi amici, per la neve in discesa ci san tempi migliori ma come dico sempre l'importante è esserci, sempre con lo stesso spirito.
Per non dimenticare.
Per favore non spegnete la luce.....
Oramai per i prossimi mesi i media saranno tutti presi dal dibattito politico, però riprendendo le parole di uno dei compagni dei lavoratori morti alla ThyssenKrupp:
" ... Per favore non spegnete la luce...."
proprio per questo sempre preso da articolo 21, vorrei ricordare quella che è comunque una tragedia non risolta, dall'inizio dell'anno ad oggi:
70 morti
70.596 infortuni
1.764 invalidi.
Un bollettino di guerra che non accenna diminuire.
Tre giorni nella valle di Villgraten
Con Nadia e Daniele in un maso a Kalkstein.
Anche quest'anno d'inverno dai miei amici, signori Schaller, in un maso a Kalkstein nella valle di Villgraten. Ormai è una visita rituale ma quest'anno ho anticipato la settimana di carnevale con la famiglia, con una tre giorni, assieme a Nadia e Daniele. Ci tenevo che vedessero un posto per me magico, un po' fuori dal tempo, una valle nell' Osstirol, con un turismo diverso da quello che siamo abituati a vedere in molte delle nostre valli alpine, niente sci da discesa, una piccola pista da fondo, solo scialpinisti, ciaspolatori e tanti masi in perfetto stile altoatesino / tirolese (una volta, prima della prima guerra mondiale Alto Adige e Tirolo erano una regione unica, oggi grazie a questa nuova Europa che fatica un po' a decollare, sembrano tornare come un tempo, almeno sono caduti i confini).
Il nostro maso in una foto dell'inverno 2007, con molta meno neve. La neve quest'anno è parecchio di più ma le condizioni tutto sommato erano sicure. La domenica si comincia, loro con le ciaspole ed io con gli sci, si sale verso il Purglenskunke (la partenza è a 300 metri dal maso... dalla splendida chiesetta di Kalkstein, che differenza rispetto ai 200/250 km che mi sciroppo tutte le volte per una scialp. dalle mie parti, oggi sveglia... alle 7.30, colazione alle 8.00 ... non mi sembra vero..!).
Non dico loro nulla, vediamo fin dove si sentono di arrivare. Sono le prime uscite che fanno, però Nadia sembra in gran forma, eccola sull'ultimo tratto sotto la capanna dei "doganieri".
Un ultimo sforzo e si arriva alla capanna. Chi dice che non si può riposare bene... basta trovare le seggiole giuste ... anche a 2300 metri!
Poi si comincia a scendere, certo che si fa molta meno fatica.Bene, 700 metri di dislivello con le ciaspole, per essere le prime volte, bravi. Domani vedremo di replicare. Intanto torniamo e ci aspetta un nuovo inquilino....
Si è il nuovo coniglio (più che un coniglio sembra un vitello....) che gira libero per il fienile, chissa quando lo vedrà Irene fra due settimane!. Lunedì mattina si riparte, oggi si sale lungo la Oberhofertal verso la cima del Machkinkele.
La giornata è migliore di ieri, un po' di fatica ma si vince. Camminiamo nel bosco sino ad arrivare agli alpeggi di Oberhofenalm. Da qui si prosegue sino all'alpeggio di Graferalm, per oggi basta,
ci fermiamo poco sopra in mezzo alla neve nell'unico punto al sole e poi si torna, per loro una nuova esperienza con le ciaspole. Il giorno dopo, anch'io con le ciaspole, partiamo per una breve gita nella Arntal. La giornata è un po' "mista" sole, nevischio , sole, però la valle è stupenda.
Arriviamo sino agli alpeggi di Unterstalferalm, il posto è veramente da favola siamo solo noi in mezzo ai masi frequentati d'estate... quanto sembra distante il caos della nostra pianura padana.. eppure nel pomeriggio dobbiamo tornare. Prima però....
una sosta al lago di Braies è d'obbligo. Lo vidi per la prima d'inverno 25 anni fa. Debbo riconoscere che è ancora come allora e sopratutto conserva tutto il suo fascino di un tempo. Tutte le volte che passo in Val Pusteria dalle parti di Monguelfo, una puntatina al lago va fatta è un po' come andare a Lourdes per chi crede, oppure ricordando una famosa battaglia... poter dire io c'ero. Tre giorni un po' diversi, con tanta lentezza, con tanta tranquillità, assaporando i ritmi giusti, quelli della montagna e delle sue genti. Tanto diversi da noi e dai nostri tempi ma con tanta nostalgia per un mondo che almeno per noi è solo per pochi giorni all'anno. Chissa però mai dire mai ...... Spero tanto che a Nadia e Daniele sia piaciuto.
Valle D'Aosta. Monte Zerbion.
Domenica 13 gennaio 2008
Viste le condizioni nivio-meteorologiche abbiamo optato per la salita al monte Zerbion, con partenza da Promiod. Tutti i bollettini meteo davano in netto miglioramento in valle, in realtà non è stato così, almeno sino alle 13.00 - 14.00 ma a quell'ora eravamo già scesi.
Abbiamo scelto lo Zerbion, perchè secondo me con le condizioni delle nevicate e del manto nevoso, è una delle gite in VDA discretamente sicure. L'itinerario, mai molto pendente (se ci si ferma come è stato per tutti all'anticima), l'orografia del terenno (l'itenerario non corre incassato in un vallone ma è aperto e sopratutto non ha mai pendii laterali da cui potrebbero staccarsi spontaneamente delle valanghe), il bosco di abeti (e non di larici), anche abbastanza fitto se pur sciabile, che contribuisce a trattenere una maggior quantità di neve, tutte queste ragioni ci hanno portato da quelle parti. E' stato così per molti, mentre scendevamo parecchi gruppi stavano salendo (solo un P.S. senza polemica ma mentre partivamo c'erano tre persone di Bs, che volevano salire al Monte Tantane... potenza del cielo ci sono MS ed MS... ti bastano 50 metri un "po' così", al Tantane sarebbero stati di più, che sei fritto.... fortunatamente sono stati dissuasi e sono saliti allo Zerbion. Mah!!)
Partenza da casa solito orario ma tanto ormai quello è un classico. Arrivo a Promiod alle 8.30, già dai primi metri si vedeva che la neve oggi sarebbe stata veramente tanta, fortunamente non bagnata e quindi non pesante. Il bosco in basso lungo la strada prima delle prima baita.
L'ambiente era comunque magico, peccato solo per il tempo che non si è aperto mai. Di seguito due foto della salità nel bosco prima di sbucare sulla spalla.
La neve è comunque molta, troppa.... anche per la successiva discesa.
Sbuchiamo alla spalla che poi conduce all'anticima. Il clima era quello che si vede nella foto, comunque per la discesa si è aperto un po'.
Discesa non entusiasmante, specialmente nel bosco, era veramente tanta e si affondava troppo. Comunque l'importante era muoversi e sopratutto stare in quel ambiente.
Domani, poi mercoledì e giovedì, pare che si replichi con la neve. Bene, sembra un inverno di altri tempi, anche se è un brodino nel suo complesso per le nostre montagne, comunque meglio che niente, un secondo inverno di fila come quello dello scorso anno... meglio non pensarci. Settimana prossima 4 giorni in Austria, si torna al maso, dai sig.ri Schaller a Kalkstein nella valle di Villegraten, per la montagna ci sentiamo da là.
Una voce di dissenso in un coro di unanimità.
Per chi volesse approfondire le tematiche alla gestione dei rifiuti una voce diversa dal coro, il prof. Montanari.
Un articolo preso dal suo blog ed un video da youtube estremamente significativo.
Una brutta notizia.
Una brutta notizia che riprendo subito dal blog di Francesca, Terre Alte, oggi è morto sir Edmund Hillary, il primo alpinista a scalare l'Everest nel maggio del 1953.
Credo che non ci siano parole, se non ricordarlo come un vero signore dell'alpinismo moderno.
Come ti friggo il clima
Dal sito di Greenpeace Italia.
Dal sito di Greenpeace Italia un articolo denuncia su quanto sta accadendo in Indonesia in merito ai processi di deforestazione in atto ed alle conseguenze disastrose che avrebbero sull'eco sistema del pianeta, sopratutto per quanto attiene l'emissione di anidride carbonica e conseguente effetto serra. Come al solito chi passa di quà, si prenda qualche minuto del suo tempo per leggere l'articolo e magari anche l'approfondimento (sono 12 pagine ma ne vale veramente la pena).
Quello che colpisce in tutte queste vicende è quella forma di "colonialismo" strisciante, che il cosidetto occidente ma oramai non lo chiamerei più così, secondo me è una oligarchia economica che vuole dominare il mondo, impone come e quando vuole.
Tutto ciò a scapito del futuro di questa terra e di chi verrà dopo di noi, con un cinismo da far schifo. Vorrei proprio vederli i presidenti, gli amministratori delegati, i consiglieri di amministrazione, i manager delle aziende citate, guardarli in faccia e chiedere loro perchè, a che scopo. Le risposte ce le possiamo immaginare. Intanto però cominciamo a boicottare i loro prodotti.
Ma loro poi le ferie non le passano certo nelle foreste indonesiane, magari le passano ad Antigua ...... pensando che l'effetto serra non toccherà mai i Caraibi.
Si torna nelle Orobie.
Sabato 5 gennaio due passi in Val Gerola.
Finalmente è arrivata la neve anche nelle Orobie e sabato appiamo fatto una uscita in Val Gerola, alla cima Rosetta. E' proprio la prima neve e come si vede dalla foto, sui prati iniziali non ha ancora coperto completamente gli arbusti e sopratutto non ha ancora fatto "fondo". Comunque era tanta la voglia di tornare in questi posti. L'uscita era di quella "sociale" con Anna, Gianpaolo che accompagna suo figlio Lorenzo (sette anni) tutti con le ciaspole. Irene ed io con gli sci.
Già di per se salire sotto una nevicata ha un sapore tutto particolare poi le Orobie per me sono valli "magiche". Si respira un'aria di una montagna di altri tempi.
Praticamente in tutto il versante nord delle Orobie, quello valtellinese, non ci sono impianti di risalita, se si esclude quello di Pescegallo, in fondo alla val Gerola (un vecchio impianto con una seggiovia a due posti). Strano ma vero in una regione come Lombardia, che è riuscita molte volte, con le manifestazioni sportive e gli impianti di risalita a far scempio delle proprie montagne (Bormio e Santa Caterina docet), esistono ancora posti di questo genere. In val Tartano si vantano di fare "turismo" invernale solo con gli scialpinisti ed i ciaspolatori (grandi...). Val del Livrio, Val Fabiolo, Val Madre, Val di Arigna... se non conoscete le Orobie fateci un giro, non aspettative grandi caroselli, anzi, non cercate grandi alberghi, anzi ma se cercate un ritorno all'antica, quelle valli fanno per voi.
La gita alla Rosetta, classica della zona, parte dalla strada per il "Bar Bianco" che si prende da Rasura. Si lascia la macchina dopo un po' di tornanti, dove la neve permette (di solito si arriva ad uno spiazzo e da li si prosegue per circa 500 lungo la strada e poi si prende il sentiero che sale nel bosco).
La salita inizia tra baite ed alpeggi per poi passare in uno splendido bosco, che dopo una nevicata assume i contorni che vedete.
Alla fine del bosco si arriva al "Bar Bianco" un piccolo rifugio, aperto solo alla domenica (e non sempre d'inverno).
Da qui per una serie di dossi, alpeggi estivi, si arriva alla cima della Rosetta. Noi con il resto della truppa ci siamo fermati al Bar Bianco. Poi con Irene siamo scesi dal bosco, lungo la traccia di salita .... discesa in alcuni casi sui prati (non c'è ancora fondo...) ma che importa l'importante è riuscire ancora a divertirsi....Un gran bravo a Lorenzo che brontolando un po' ma alla fine, con le sue baby ciaspole, è arrivato fino in fondo ... seguirà le orme di suo padre, ne sono sicuro.
Le montagne ci hanno difeso per secoli
sta a noi oggi restituire il favore.
Chi passa di qua, si prenda venti minuti di tempo, non è troppo, magari rinunciate a qualche idiozia alla televisione e guardate il video "La montagna senza un domani", sul sito Folgaria235.com .
Amanti della montagna e non, credo che non solo una riflessione vada fatta ma forse è ora, anche a livello personale, di prendere delle posizioni, rispetto ad un turismo che è sempre più figlio di un modello di vita che fa della rapina il senso stesso della sua esistenza.
Abbiamo ricevuto in dono dai nostri genitori un mondo, cerchiamo di non restituirlo ai nostri figli peggiore di quello che abbiamo trovato.