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Solo allora scoprirai che i soldi non si possono mangiare.

Antico detto indiani Cree

giovedì, 29 novembre 2007

Un ritorno all'Alpe Devero...
In piena sintonia con il “periodo sabbatico”, ieri  mi sono concesso la prima uscita infrasettimale, la posso considerare un vero e proprio ritorno. Dopo quasi 40 anni di assenza,  sono tornato all’Alpe Devero. Sono salito con gli sci al monte Cazzola, facile sci alpinistica nella zona incontrando solo due persone, neve assolutamente “inguardabile”, ma d’altro canto le condizioni climatiche di questi giorni non potevano concedere altro (neve bagnata, pioggia, un po’ freddo di notte ed inversione termica di giorno)  che una bella crosta da rigelo non portante, compresa la cima praticamente pelata (una esigua lingua di neve sino  alla croce). Ma si,  per la neve ci saranno uscite sicuramente migliori però  lo spettacolo in cima ha ampiamente ripagato il tutto. Un sole caldo, con un mare di nubi a fare da contorno alle cime innevate.
Monte Cazzola
Monte Cazzola
Volevo però sofferarmi su due aspetti della giornata per qualche spunto di riflessione. Il primo ad essere sincero il mio amore per il Piemonte, regione ancora " a misura d'uomo", non me ne vogliano i miei corregionali lombardi ... ma siamo su "un altro pianeta". Non so se era il mercoledì di fine novembre, il clima o cos'altro ma in tutto il territorio dell'Alpe Devero da Baceno in su,  è come se il mondo si fosse fermato. Di zone come la Val Formazza in Piemonte,  grazie al cielo,  ce ne sono ancora tante. Questo è positivo anche se poi c'è l'altro lato della medaglia. Alle 6.00 del mattino ero in coda da Crema a Milano e  alle 7.00 in coda sull'altro lato dell'autostrada  da Como/Varese per entrare a Milano, sicuramente ero l'unico in giro per diletto, tutti gli altri per lavoro. Poi arrivi a Goglio   e come tanti paesi delle nostre alpi è ormai spopolato. Per carità nessun dibattito, sull'economia, sul lavoro, sul senso della nostra esistenza, però forse vale la pena di fermarsi e pensare se non si possono cercare anche altre strade, se per lavorare ci si debba per forza tutti concentrare, spopolare intere zone perchè non è più economico fare come in passato. Oggi dalla nostra abbiamo anche un po' più di tecnologia che ci potrebbe venire incontro. Più  equilibrio, salvare posti tradizioni, ambiente, cultura, regalando e cercando di dare a quelli che verranno dopo di noi una vera vita, non l'illusione di cinque minuti di falsa felicità.   

Postato da: Guido54 a 11:03 | link | commenti

domenica, 25 novembre 2007

Due ricordi del passato.....
 
Fra le tante cose fatte quello che più mi piace ricordare sono i giri in bicicletta. Oggi si dice cicloturismo, allora non ricordo,  la storia dei nostri giri parte proprio dagli amici di sempre, Gianni, Valerio, Franco, Maurizio e mio fratello Carlo. 1974 da Milano a Pavia sino a Venezia, lungo gli argini umb_75del Po, 900 km in una pianura padana un po' diversa da quella attuale. L'anno dopo, 1975,  si parte per il giro dell'Umbria un po' meno di km ma poca  pianura e tante salite. Quelle che vedete erano le bici ed il materiale di allora (altro che tre corone, nove cambi, sospensioni, borse, attrezzature sofisticate ecc.). Quello che si vede è quello che si era riusciti a Gianni_Mauriziomettere insieme. Grande Gianni sulla salita verso  Todi, sembra Girardengo... solo che dopo ha pagato lo sforzo!  In quegli anni in bicicletta con le tende,  in giro per l'Italia non ci andava praticamente  nessuno. Alcuni ci prendevano per matti, molti ci ospitavano, non tutti per la verità,   tanti si chiedevano ma chi ve lo fa fare. Certo che era una Italia un po' diversa dall'attuale.isla_reyk
Siamo arrivati al 1989, Islanda. con mia moglie Anna decidiamo che è il caso di riprendere una forma di "turismo" lento a misura d'uomo. Anche allora per la verità pochi italiani in giro in bicicletta, in Islanda non ne abbiamo incontrati. Gran bel posto, gran bella nazione, grande ed ospitale popolazione. isla_AnnaCi siamo tornati altre volte in bicicletta ed a piedi, l'ultima con nostra figlia Irene. La prima cosa che ti colpisce sono gli spazi enormi (300.000 abitanti, di cui 100.000 soloa Reykjavik, in un territorio grande un terzo dell'Italia). Le strade, allora, tolta l'area isla_guiddella capitale, poi di fatto non erano asfaltate. Il primo anno avevamo deciso di fare tutta la costa sud da ReyKjavik fino a Usavik, passando nella zona delle grandi cascate (Gulfoss) e dei grandi ghiacciai, qui verso il Vatnajokull (si vede che son passati 18 anni, i isla_skatcapelli allora erano ancora scuri... ). Qui sotto Anna all'arrivo a Skaftafell, proprio sotto la lingua principale del ghiacciao del Vatnajokull. Che emozione salire su quel ghiacciaio un diametro di più di 100 km, più isla_vatnagrande di tutti i ghiacciai alpini messi insieme. Tre anni dopo siamo tornati sempre in bicicletta facendo tutta la parte nord est Akurery, lago Myvatn ed una puntata alle zone desertiche centrali. Poi l'ultima visita nel 2002, con nostra figlia Irene, in bus (eccezionali per visitare il paese) ed a piedi nella cosidetta "mano" la penisola tra Bjarkalundur e Isafjordur nel nord ovest di Islanda. Tre viaggi in tredici anni ed anche nell'ultimo non abbiamo notato grandi cambiamenti rispetto al primo, speriamo che questa nazione e questo popolo si sappiano mantenere così nel tempo.

Postato da: Guido54 a 18:36 | link | commenti (2)
islanda, bicicletta, trekking

Si inizia... ma da dove ?
Capita che improvvisamente il tuo consiglio di amministrazione (ora ex)  ti dica “Egregio direttore ….non abbiamo più bisogno di lei”. Un respiro profondo, poi pensi ma si dai Guido mandali a quel paese, tanto la vita va avanti lo stesso. Il cellulare improvvisamente si acquieta ma non hai neanche il tempo di accorgertene. Si il tempo si dilata, tutto diventa più a misura d’uomo. Il mondo avrà un direttore in meno (e chi se ne frega) ma forse una persona felice in più.
E così seguire di più i tuoi cari, tua figlia che inizia il liceo, magari riprendi a studiare i vecchi testi universitari (mamma mia che fatica!),  cominci a mettere in ordine più di 30 anni di foto, diapositive, filmati. Magari cominci a scrivere un diario partendo proprio da loro. Solo pochi ricordi del passato per arrivare  più che mai al presente.
  Si parte proprio da loro, Zebru_79_Gia_val_ren alcuni degli amici di sempre, Gianni, Renato, Valerio, foto di trent’anni fa in Val Zebrù, ora stimati direttori, dirigenti in multinazionali, pensa se li vedessero i loro presidenti o i loro collaboratori, mah…… comunque quello che conta è che trent'anni dopo quando siamo insieme siamo ancora così.
E poi c'è mio fratello Carlo, l'antesignano, un bel po' di anni fa Carloha mandato a quel paese una multinazionale dell'informatica ed ora vive molto più sereno e tranquillo facendo altro ma sopratutto godendosi di più la vita.
Nadia
Chi dice che sul posto di lavoro non si possono trovare le persone giuste. Basta cercarle o avere la fortuna di trovarle, a me è capitato. Grande Nadia, quest'anno vedrai riusciremo anche a metterti  gli sci.Aldo
E poi cè Aldo, tutto quello che so dell'andar per mare (non sono un granchè ma un po' me la cavo) lo devo a lui. Prima o poi lo vedremo realizzare il suo sogno, piantare li tutto e con Marina girare in barca il Mediterraneo.
Mio cognato Gianpaolo il socio di tante uscite,
Gianpal'alunno che ha superato ampiamente il maestro. Tanti anni fa ha iniziato con me l'arrampicata, poi è decollato.  Da anni coppia fissa per scialpinismo, poi mountain bike e tante altre cose.
Poi c'è lei l'ultima arrivata (la vecchia come la chiamo io), mia figlia IreneIrene_sci. Si è partita bene, oggi quattordicenne, sulle orme dei genitori. Sino a quando due anni fa una sera torna a casa e dice:
"Papà mi piacerebbe andare a cavallo". IRENE_CAVGrande la vecchia, una passione tutta sua ed un grande feeling coi cavalli.Anna
Chiudiamo con Lei mia moglie Anna, ad oggi 33 anni in comune,  una vita passata insieme. Un po' di incidenti per lei, in canoa, scialpinismo, eppure ogni volta e sempre ripartita e ancora oggi è lì a condividere tutto questo con noi.
Il gruppo è molto più ampio ma per il momento chiudiamo le presentazioni qua.

Postato da: Guido54 a 16:11 | link | commenti (1)